Le stampanti sono “trappole per topi”, ecco come evitare di rimanerci dentro.

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Le stampanti sono “trappole per topi”, ecco come evitare di rimanerci dentro.

Se stai pensando di acquistare delle nuove stampanti per il tuo ufficio, dovresti farti un paio di domande, per evitare così le infinite trappole che vengono tese ai consumatori come te.

 

Ogni giorno siamo bombardati da offerte commerciali.
Non fai in tempo ad accendere la TV che subito ti tocca sciropparti una dose letale di pubblicità.

“Eh, ma chi la vede più la TV oggi?”

Secondo i dati Eutelsat, nel 2016 ci sono 8,4 milioni di italiani in più rispetto al 2013 che hanno scelto il satellitare, per non parlare di internet.
Ma mettiamo da parte per un attimo le statistiche e soffermiamoci sulla quantità esagerata di messaggi che riceviamo tutti i giorni.
Tutti a gridare il proprio messaggio pubblicitario:

“Compra da me perché il mio prodotto è il migliore…”

Succede questo anche nel mondo delle STAMPANTI.

La verità è che qualcuno ci sta manipolando.
No, non parlo di un complotto governativo contro l’uomo ragno!

Leggi un po’ qua.

Ecco il significato di Manipolazione secondo Wikipedia:

“La manipolazione psicologica è un tipo di influenza sociale finalizzata a cambiare la percezione o il comportamento degli altri usando schemi e metodi subdoli e ingannevoli… Il fine ultimo perseguito del manipolatore è la soddisfazione dei propri interessi, di norma a spese degli altri”.

Se applichiamo questa definizione al mondo delle stampanti, ne scopriremo delle belle.



Lo scopo di questo mio articolo in realtà non è fare la morale a qualcuno, piuttosto fare capire meglio ai consumatori quali sono le strategie manipolatorie utilizzate dai colossi dell’informatica e dai grandi negozi di distribuzione, per potere difendersi e imparare a scegliere consapevolmente.

La pubblicità non è una scienza. È persuasione.
E la persuasione è un’arte.
Bill Bernbach

Uno dei modi apparentemente banale per influenzare le masse è rappresentato dai volantini dei supermercati e dei grandi negozi di elettronica che riceviamo ogni settimana nella nostra cassetta della posta. Sì proprio da loro.

All’interno c’è quasi sempre l’angolo dell’elettronica con uno scopo ben preciso.
Se ti soffermi a guardare le offerte delle stampanti, vedrai tantissime occasioni apparentemente convenienti, che puntualmente mietono le loro “vittime”.

E’ sempre più comune trovare delle stampanti in promo a prezzi davvero ridicoli: 29/39,00 euro… parliamo di stampanti multifunzione che non stampano soltanto.

Devi sapere che i grandi magazzini che vendono a prezzi così bassi o, addirittura sottocosto, non lo fanno a caso ma applicano una strategia di vendita ben precisa, con cui attirare nuovi clienti presso i loro punti di distribuzione e, una volta dentro, vendere quanto più possibile.

Per le stampanti vale lo stesso principio che serve ad intrappolare i topi

Il concetto di base è semplice, ma non per questo casuale. Si
tratta dello stesso principio usato per intrappolare i topi: mettere del formaggio dentro un trappola per lasciare senza scampo il povero ratto.


Come le stampanti vendute a pochi euro che sono delle vere e proprie esche messe lì per farti fare altri acquisti.
Se sono vendute sottocosto infatti, “loro” sanno benissimo che non avranno alcun guadagno, anzi, ci perderanno dei soldi, ma sanno per certo che chi acquisterà da loro una stampante sicuramente aggiungerà dell’altro, ed è lì che arriverà il loro profitto.

Ora non sto dicendo che questo è sbagliato o poco etico, ci mancherebbe pure! Questo tipo di “vendita ingegnerizzata” è qualcosa di incredibile. È un sistema adeguato ai nostri tempi, che permette alle grandi aziende di fare degli utili (cioè soldini).
E fin qui tutto bene.

Quello che invece vedremo è esattamente ciò di cui devi diffidare; parlo di stampanti  prodotte allo scopo di tirarti continuamente soldi dal tuo portafogli.

Ecco, questo invece NON va bene!

L’esempio classico è quello di Mario l’imbianchino,  che decide di approfittare dell’offerta del volantino e va in negozio a comprare la nuova stampante.
Il suo ragionamento è questo: “Tanto io ci devo stampare poco, ma quando serve fa sempre comodo averla in casa, per quello che ci devo fare io va più che bene…”

=> Adesso stai attento a tutti i passaggi, è importante.

Quindi si reca presso l’ipermercato vicino casa sua e dopo avere scelto la stampante da 39,00 euro, l’assistente alla vendita gli suggerisce di aggiungere il cavo USB (€3,50) altrimenti non potrà collegarla al computer.

Gli viene anche detto che per stampare ci vuole la carta, gli conviene la confezione da 5 risme che è in promo a €29,00. Infine, visto che potrà stamparci anche le foto, perché non provare a farlo su carta fotografica? Così aggiunge anche quella (€8,50).

Tutto felice torna a casa e, dopo averla collegata al PC, decide di fare una prova di stampa di alcune foto dei bambini. Ma solo dopo 15 fotografie stampate si accendono le spie delle cartucce, che sembrano a fine.

Così l’indomani decide di tornare in negozio per ricomperarle. Il negoziante gli suggerisce di acquistare la versione “XL” che sta per extra large, cioè lunga durata, che costano un po’ di più ma gli permetteranno di stampare molti più fogli e fotografie: totale speso per 2 cartucce XL €65,00.

Facendo i conti della serva, proviamo a capire quanto abbia speso il nostro Mario, che era andato in negozio per acquistare una stampante da 39,00 euro:

  • Stampante multifunzione €39,00;
  • Cavo USB €3,50;
  • Carta A4, confezione da 5 risme €29,00;
  • Carta A5 fotografica €8,50;
  • 2 cartucce di inchiostro XL €65,00;

Totale speso €145,00 => il 273% in più del previsto.

Mario l’imbianchino non si è neanche accorto di avere speso 106,00 euro in più di quanto aveva pensato: in questa cifra c’è il guadagno che resta in mano ai grandi magazzini.

Fino a qui ancora tutto ok, non c’è niente di irregolare. Ricordiamoci che non stiamo parlando di associazioni di beneficenza, ma di aziende che sono lì per vendere.

Ecco dove sta il trucco che adesso ti rivelerò.


Portandosi a casa la “stampantina bellina, bellina”, Mario non ha capito ancora bene che dovrà continuare a spendere per potere usarla.

 

 

 

La gente arriva a credere non sulla base di prove,
ma in base a quello che trova attraente.

Blaise Pascal

LO “SPORCO TRUCCO” DELLE STAMPANTI A BASSO COSTO

Il “trucchetto” della vendita di queste stampanti a basso costo sta nella piccola quantità di inchiostro contenuta nelle cartucce.
Parlo anche delle versioni “XL”, quelle che dovrebbero durare di più.
Ma quanto di più?

A partire dal 2.000, quando iniziarono a produrre le prima stampanti compatte a prezzi abbordabili (da 200.000 lire in su), le cartucce per stampare avevano in media una quantità d’inchiostro di 15 – 20 ml cadauna, con un prezzo medio di circa 40.000 lire.

Le moderne cartucce STANDARD hanno di media 3 ml di inchiostro, con un costo medio di 17,00 euro. Le famigerate “XL” poi, contengono da 8 a 15 ml di inchiostro, ma costano 27,00 euro circa.

La mia seconda stampante acquistata nel 2003, era una HP Deskjet 845C ed aveva una cartuccia di nero da 42 ml, sostituirla costava circa 45.000 lire.

“Sì, ma lo sanno tutti che c’è stata l’inflazione e il cambio dell’euro che ci hanno fregato…”

L’inflazione un CORNO!
Questa a casa mia sia chiama “manipolazione di massa”, non ha altri sinonimi

Capisci allora che chi non conosce queste cose si fa fregare volontariamente?
Consegna il portafoglio nelle loro mani, autorizzandoli a fare tutto ciò che vogliono, non sto esagerando!

Credo che la forza di persuasione sia il super potere più grande di tutti i tempi.
Jenny Mollen

Le stampanti sono “trappole per topi”, ecco come evitare di rimanerci dentro.

Attenzione, non è solo una questione di costi e risparmio, qui stiamo parlando di mancanza di rispetto verso il consumatore, a cui state vendendo qualcosa che va contro il suo interesse.

Va benissimo guadagnare nel commercio, altrimenti non sarei qui nemmeno io, ma solo se fatto con “etica”.

Questo significa che chi produce e chi vende, devono fare prima l’interesse del consumatore, quindi (nel nostro caso) dovrebbero dare delle cartucce con almeno 30 ml di inchiostro allo stesso prezzo, in modo da “servire” i consumatori al meglio, permettendo loro di stampare una quantità equa al prezzo pagato.

In questo articolo mi sono soffermato solo su un esempio di stampante, per lo più di uso familiare, ma evidentemente ci sono tantissimi altri casi in cui il “dolore” che avverti al risveglio dall’anestesia, fidati, è molto più forte.

Parlo degli infiniti casi di stampanti e toner per aziende, con cui i malcapitati si ritrovano a dovere pagare un prezzo “esageratamente” alto.
Ma di questo ne parlerò nel prossimo articolo.

Se hai delle domande o semplicemente ti è piaciuto questo articolo, lascia il tuo commento sotto.

Buona stampa 😉

 

Salvatore Cilia

Salvatore Cilia

Imprenditore pistoiese, da oltre 15 anni si occupa di stampa digitale e produzione di cartucce toner per stampanti laser, creatore di KRAKEN® il toner rigenerato.

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